Storie ticinesi e testimonianze di padri divorziati

Prefazione (Home)

Forse sei finito qui per caso o forse no, se stai cercando informazioni riguardanti il divorzio in Ticino, questo blog potrebbe interessarti.

Ti do il benvenuto su questa piattaforma che, oltre alla possibilità di leggere la storia di altre persone divorziate, ti permette di scrivere la tua. Leggerai storie tutte ticinesi, di altri uomini normali e uguali a te, che dopo il divorzio si sono ritrovati nell’indigenza e nella povertà.

Siccome la legge ticinese tratta gli uomini divorziati alla stessa stregua di coloro che falliscono, gli uomini divorziati sono costretti a dover sopravvivere con “il minimo vitale”, versando tutto quel che supera tale cifra alla ex moglie e/o ai figli.

Se credi che a te non capiterà, sei un illuso. Se credi che anche in Ticino ci sia una giustizia, ti sbagli. Il canton Ticino sembra essere l’unico cantone in Svizzera che agisce così, ma nessuno -neppure il Tribunale federale- può far cambiare le cose perché di per sé il modo di agire della “giustizia” ticinese è perfettamente legale, sebbene non sia per nulla equo.

Questo blog si prefigge di pubblicare in modo anonimo anche la tua storia, affinchè tutti possano leggere, conoscere e sapere come vanno le cose nel nostro cantone!

Sono consapevole che ci sono altri blog e siti dedicati a queste problematiche e sostengo l’operato di tutti coloro che si sono operati, operano e opereranno per far sì che un giorno le cose cambino e diventino giuste anche da noi.

Commenti su: "Prefazione (Home)" (23)

  1. Caro Amico, forse futuro spiumato, derubato e schiavizzato dal Cantone Ticino (sperem de no), grazie per esserti unito al coro. L’unione fa la forza e, uniti, riusciremo a dargli un bel po’ di filo da torcere alle preture, procure e divorziande ingolosite nelle loro pretese dalle note avvocatesse e avvocati. Cambiare le leggi significa cambiare tutte le teste in Gran Consiglio, molto tempo e molto impegno. Se lo dedichiamo a “loro” lo togliamo ai nostri figli. Io sono per la nota e antica defenestrazione. In strada quattro Pretori e altrettanti Procuratori Pubblici, la pletora di assistenti sociali, psicologi, commissioni tutorie, curatori e famiglie affidatarie, tutti nulla- o danno-facenti, vanno invece ritornati alla natura e alla produzione: a mungere le vacche, caricare la “pocia” (il liquame) e zappare la terra. Questo e il mio obiettivo 2012. Dai, che ce la faremo! Auguri!

    • Si signor Ortiga, come dice bene lei, l’unione fa la forza!
      Vero che ci vorranno tempo e impegno affinché le cose in Ticino cambino, ma finché nessuno tenti di cambiarle non cambieranno.
      Da quel che ho capito ci sono già molte persone che da tempo si stanno impegnando attivamente per il cambiamento (anche il suo blog aiuta, grazie!), quindi il tanto atteso cambiamento prima o poi diverrà una realtà. Non dimentichi che tutto quanto é immaginabile potrebbe un giorno realizzarsi; la prego quindi di continuare ad immaginare anche la sua soluzione.

  2. adriano ha detto:

    Certo: dobbiamo far numero, coro. Dobbiamo protestare e pubblicare con nomi avvocati, pretori, tutori che infangano e rovinano la vita a migliaia di famiglie. Tanto per dirne una la pretura sud di Mendrisio detiene il record del divorzio: 24 anni!!! Ciò solo in Ticino.
    Avanti.

    • Caro Adriano, hai ragione, è uno scandalo! Sembra che queste cose non interessino nessuno, ma in realtà prima o poi -secondo le recenti statistiche- queste ingiustizie toccano almeno il 60% degli uomini sposati. Tanti però fanno gli struzzi, reclamano al bar ma poi non agiscono. Quanti ne ho sentiti lamentarsi per la situazione, quanti ne ho incontrati che si trovano in assistenza, un paio sono addirittura fuggiti all’estero…

      E’ forse perché ci troviamo “nel profondo sud della Svizzera” che non possiamo aver diritto a una giustizia equa? Ho incontrato e discusso con avvocati di altri cantoni svizzeri e nessuno voleva credere a quanto dicevo. Letta la mia sentenza (riportata nel capitolo 14) tutti hanno detto che è una cosa incredibile…

      Basta con la massoneria; la mafia ticinese è purtroppo una realtà e da decenni (per non dire secoli) la popolazione del nostro cantone subisce ingiustizie legalizzate. E’ ora di farla finita con l’omertà, o perlomeno è arrivato il momento di denunciare pubblicamente il malandazzo che regna sovrano nel nostro cantone. La lega dei ticinesi sta facendo qualcosa (ma tocca solo la punta dell’iceberg), ma bisogna continuare e andare in profondità.

      Io sono nato e cresciuto in Ticino e dovrei essere legato alla mia terra, ma sono sempre più schifato da quello che succede nel nostro cantone, che sento sempre meno “mio” tanto che mi sto chiedendo se non sia ora di lasciarlo definitivamente. Avendo avuto la possibilità di viaggiare per lavoro ho visto che la realtà del canton Ticino non è una realtà assoluta; è piuttosto un’eccezione, una brutta eccezione.

  3. Marco ha detto:

    guarda che nel divorzio non è solo colpa delle donne, anche l’uomo ha la sua colpa. Te lo dice un uomo…

    • Caro Marco,

      ti ringrazio per il commento. Non ho mai sostenuto il contrario… ognuno ha il diritto di sbagliare e io per primo ho sicuramente fatto la mia parte.
      Io sostengo che però sia lo Stato (le leggi svizzere e l’applicazione in canton Ticino in modo particolare) a incitare al divorzio. Secondo il mio punto di vista la legge attuale vuole portare ad avere sempre più famiglie “rotte”, dove il padre deve guadagnare uno sproposito (e paghi di conseguenza le tasse) per “starci dentro” e in cui i bisogni di base (appartamento, auto e servizi in genere) siano raddoppiati. Questo, visto sotto un certo punto di vista, fa incrementare il PIL e l’economia… è il sistema ad essere sbagliato, non l’uomo o la donna! Da parte mia, io ho capito questo “sporco gioco” e ho semplicemente deciso di smettere di giocare. Una partita di calcio -senza giocatori- come si gioca? Chi vince? Nessuno..

  4. salve

    sono sposato con cittadinanza svizzera e vorrei sapere dopo i divorzio cosa puo succedere posso tornare asilante o pure cosa succede

    grazie.

    • Caro Meti, anche tu ti trovi in una brutta situazione… non essendo io uno specialista del settore ma una vittima del sistema, posso solo consigliarti di rivolgerti per una prima informazione al movimento papageno. Trovi l’indirizzo del sito sotto “links” e l’indirizzo e-mail è info@miopapageno.ch . Buona fortuna!

  5. Buongiorno,
    scusate l’intrusione, ma ho bisogno di capire e spero di ricevere una risposta esaudiente da Voi:
    Il mio uomo è separato da circa tre anni, lasciato dalla moglie che lo tradiva ormai da diverso tempo. Da quando sono separati lui deve mantenerla e farla vivere nella casa che hanno acquistato assieme prima del matrimonio e dove lei vive col loro figlio quando il bambino è da lei, ma quando il bimbo è insieme al papà, lei divide l’appartamento con l’amante. Quello che non capisco e non accetto è che secondo le vostre leggi, non c’è più la colpa dell’uno o dell’altra e il mio uomo è tenuto a mantenerla in quanto lei non ha intenzione di convivere ufficialmente con l’altro tipo e ovviamente nemmeno di risposarsi.
    La “colpa” del mio uomo è di averla trascurata perché lavorava troppo, e lei piuttosto che cercarsi un lavoro per farlo lavorare meno, s’è trovata un amante. Durante i precedenti anni di separazione, lei ha studiato per fare un lavoro “socialmente utile” che (e lo sapeva già) non le permette di vivere adeguatamente in Svizzera, cosa che non le importa perché sa di avere il diritto al mantenimento.
    Possibile che non ci sia la possibilità di farla cadere dal piedistallo ed evitare che il mio uomo sia obbligato a pagarla ogni mese?

    • Cara Manu,

      purtroppo con le leggi attuali la situazione che stai vivendo è “prassi corrente”. Sei la “seconda” donna del tuo uomo e in quanto tale non hai alcun diritto; alla “prima” spetta invece tutto! Proprio per questa ragione anche le donne dovrebbero svegliarsi e sostenere le rivendicazioni che da anni gli uomini divorziati tentano di portare al legislatore. Purtroppo non capico se sei in Svizzera o in Italia, ma di base le cose non cambiano molto. Nel caso fossi in Svizzera potrei metterti in contatto con altre “seconde” che vivono situazioni simili alla tua: insieme si è più forti!
      Attenzione al mantenimento, non è “a vita”: fintanto che i figli sono piccoli ha diritto al 100%, ma poi solo al 50% fino ai 16 anni del più piccolo dei figli, in seguito sta a lei mantenersi! Altra constatazione: spesso donne furbe e straniere vengono in Svizzera (in modo particolare in Ticino, visto che la legge in Svizzera è federale ma le applicazioni cantonali sono varie tanto quanto i cantoni e da noi le cose sono “migliori” per le scaltre arpie), trovano “il pollo” da sposarsi, ci fanno uno o più figli e così si sistemano per qualche decennio… poi si vedrà.

      Mi spiace non poterti dare informazioni migliori.

      • Silvy ha detto:

        Io credo che ogni caso va esaminato! Credo che la colpa deve tornare ad essere presa in considerazione! Tutto qua! Ci sono anche uomini stranieri che vengono qui a rubarti il cuore prendendoti in giro per un permesso di soggiorno! Poi ti ritrovi sola, umiliata, stra cornuta e gettata via come immondizia insieme a una bambina di pochi anni! In un divorzio non si troverà mai la giusta soluzione! Povero è un uomo che vien mangiato dalla ex moglie come povera è una donna che si ritrova sola perché il marito é un povero leso! Io fossi in voi, se é il sistema che cercate di cambiare, punterei a far valere la cosiddetta “colpa”. Ognuno si deve prendere le proprie responsabilitá!

      • Cara Silvy,

        come hai ragione! Quanto dici è perfettamente vero e io non ho mai sostenuto né sostengo né sosterrò che siano solo gli uomini o solo le donne a sbagliare; tutti noi sbagliamo, per carità. Una volta era così; chi sbagliava veniva condannato a pagare per i suoi errori, ora purtroppo non più. Purtroppo certe mentalità femministe hanno fatto in modo che le donne oggi siano iper-protette in caso di divorzio, e senza guardare a chi ha sbagliato. Peccato!

        Sono sicuro che anche tu troverai un uomo che saprà amarti, basta lasciare aperto il cuore e non aver fretta! ;-)

        Un abbraccio

      • Manu ha detto:

        Buongiorno,sono tornata. Non sono Svizzera ma Italiana,quindi per me, nessuna coalizione con le altre “seconde”.
        Ho un’altra domanda da porvi. Premesso che il figlio del mio uomo ha 15 anni (probabilmente continuerà gli studi),e che il mantenimento nei confronti della moglie non si è mai ridotto(sono separati da quando il figlio aveva 9 anni) con versamenti regolari ogni mese; mi è stato detto che la “regola della riduzione di mantenimento con successiva eliminazione” non è valida se il matrimonio ha avuto una durata ultradecennale (sposato nel ’97,il divorzio dovrebbe avere atto il prossimo anno). C’e qualche altra informazione che potreste darmi, cosicchè possa informare il mio uomo su eventuali raggiri a favore della ex, ma ufficialmente ancora attuale, moglie?

      • Cara Manu, purtroppo non posso aiutarti perché non conosco le regole che vengono adottate in questo caso. Prova a rivolgerti a un legale o chiedi a un’associazione che trovi nei link.
        Auguri!

      • Manu ha detto:

        Ovviamente il mio uomo è già seguito da un legale, ma è una separazione consensuale, dove un solo avvocato si occupa di entrambi, e sembra sia la moglie l’unica a beneficiarne.
        Io non devo rivolgermi a un legale in quanto non sono sposata e nemmeno propensa a farlo. Stavo solo cercando di far aprire gli occhi al mio uomo, che è Svizzero e vive in Svizzera, ma che non si poneva domande sull’obbiettività delle imposizioni che gli son state fatte da chi ha valutato la sua situazione di “uomo separato”
        Grazie, lo stesso.
        Manu

  6. Edo ha detto:

    se vi puo’ interessare ho aperto una pagina in facebook per i padri divorziati

    padri divorziati svizzeri

  7. Ciro ha detto:

    Sposato nel 1991 20 di giungno
    Divorziato il 2004 ottobre
    Per circa 13 anni la mia ex moglie
    Lo trattata come una regina
    Mai fatto mancare niente
    Lavoro in FFS guadagno circa 5500
    E la regina circa 3200 lavora come segretaria , abbiamo deciso in comune
    Di divorziare l’amore era finito
    Con il cazzo finito mi ha spolpato come un limone..
    3200 il guadagno della regina più 2200 per i bambini più 300 franchi per lei uguale 5700 circa ..
    Io vivo con circa 3000 franchi sono rovinato debiti a mendridio
    E in più sto diventando un bArbone
    A volte non mangio perché non ho soldi in tasca e vado da mia sorella ..
    La ex moglie sta molto bene non gli manca niente ..
    Questa e la leggie e la leggie va rispettata
    Ma l’uomo che divorzia non
    Ha nessuna dignità
    Geraci Cirino (chiasso)

    • Caro Ciro, ormai come dici tu questa è la legge… ma io non credo che si debba sempre rispettarla, soprattutto quando è iniqua, ingiusta e assolutamente assurda! Mai sentito parlare di disobbedienza civile? Chiaramente per te che lavori presso le FFS sarebbe impossibile da attuare, visto che la legge -nel caso dei lavoratori dipendenti- prevede il pignoramento dello stipendio direttamente presso il datore di lavoro. Non faccio commenti per tutto il resto: è più o meno quello che vivo anch’io (e come noi tanti altri uomini divorziati). I pranzi a base di panini e le cene presso amici e parenti sono all’ordine del giorno… i debiti aumentano e rimborsarli sarà pressoché impossibile. L’unica cosa su cui non sono d’accordo à che “l’uomo che divorzia non ha nessuna dignità”; sta a te mantenere integra la tua dignità, nessuno può togliertela. Possono toglierti tutto (anche i figli) e lasciarti senza soldi, ma continua a credere in te stesso e nella tua forza interiore. E’ forse più difficile da fare che da dire, ma è il segreto per continuare a vivere degnamente nonostante tutto quello che ti accade. Ricorda che siamo quello che crediamo di essere! Un abbraccio.

  8. mariorossi ha detto:

    Io sono nato e cresciuto in Ticino e dovrei essere legato alla mia terra, ma sono sempre più schifato da quello che succede nel nostro cantone, che sento sempre meno “mio” tanto che mi sto chiedendo se non sia ora di lasciarlo definitivamente. Avendo avuto la possibilità di viaggiare per lavoro ho visto che la realtà del canton Ticino non è una realtà assoluta; è piuttosto un’eccezione, una brutta eccezione.
    Basta con la massoneria; la mafia ticinese è purtroppo una realtà e da decenni (per non dire secoli) la popolazione del nostro cantone subisce ingiustizie legalizzate. E’ ora di farla finita con l’omertà, o perlomeno è arrivato il momento di denunciare pubblicamente il malandazzo che regna sovrano nel nostro cantone. La lega dei ticinesi sta facendo qualcosa (ma tocca solo la punta dell’iceberg), ma bisogna continuare e andare in profondità.

    Il divorzio in Ticino ?????????????????????????????????????????????????????????
    ma dove cazzo vivete !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    • Caro Mario,

      in Argentina per approvare tutto quanto scrivi dicono solamente “già!”. Anch’io sono nato e cresciuto in Ticino e per lavoro ho girato il mondo intero e gran parte dei cantoni svizzeri; anch’io posso solo condividere il tuo malessere circa il canton Ticino, che sento sempre meno “mio”. Purtroppo a meno di una rivoluzione fatta “come si deve” le probabilità che vengano cambiate le cose sono veramente infime. Chi denuncia il malandazzo è preso di mira e costretto a subire di tutto e di più… chi non ha nervi saldi, carattere e voglia di combattere per anni subisce! Ci sono molti posti belli al mondo dove poter andare, ma scappare non è la soluzione. Quando ti sei costruito una vita qui è difficile lasciare tutto per ripartire da zero, soprattutto se hai già una certa età.
      Attualmente il meglio è non sposarsi e rinunciare alla paternità. Cosa se ne farà lo Stato di una popolazione che non si riproduce? Questa è la domanda a cui lo Stato ha già dato una risposta: importare popolazione dall’estero. Purtroppo però questi nuovi cittadini svizzeri continuano a ragionare secondo i dettami della propria cultura, dove il matrimonio o “tiene” o se non tiene più si fa “saltare” completamente (con omicidi e vittime), prima che lo Stato possa metterci le mani. A livello educativo è la stessa cosa: la cultura del paese di provenienza passa sopra le leggi svizzere… La vera domanda che la Svizzera (e in particolare il Ticino) dovrebbe porsi è: cosa vogliamo ottenere fra 2-3 generazioni?
      Coraggio, proviamo a sopravvivere e -magari- proviamo a rivoltarci!

  9. Giampa Enzo ha detto:

    Buongiorno, padre separato dal 2000, con due figlie, ora 21 e 19 anni, mi sono risposato e sono nati altri 2 bimbi 8 e 6 anni, e’ possibile che i maggiorenni che hanno finito gli studi e lavorano hanno più’ diritti di quelli piccoli? Non ho mai chiesto l’adeguamento degli alimenti previsti nel 2000, quando sono nati i due piccoli, posso chiedere che venga fatto ora, in modo retroattivo, visto che le più grandi vogliono ancora soldi?

    • Caro Enzo,

      mi sembra strano quello che scrivi… gli alimenti sono dovuti ai figli fino alla maggiore età o fino al termine della prima formazione. Ora da quel che scrivi entrambe le prime figlie sono maggiorenni (19 e 21 anni) e “hanno finito gli studi e lavorano”, quindi non sei più tenuto al loro mantenimento!

      Retroattivamente si può andare fino al massimo di un anno dal momento in cui si sottopone la richiesta di revisione della pensione alimentare al pretore.

      Di base comunque secondo la giurisprudenza attuale i figli “di primo letto” hanno più diritti di quelli nati da una unione successiva… in pratica significa che prima paghi gli alimenti per i figli di primo letto, poi -se ne avanza- ce n’è per gli altri… che anche questa sia un’ennesima ingiustizia è lampante agli occhi di tutti, tranne del legislatore!

      Ad ogni modo dal momento che ai figli (domiciliati in Ticino) dei padri divorziati (indipendentemente da dove sono domiciliati) è dovuta la pensione alimentare calcolata in base alle famigerate “Tabelle di Zurigo”, quest’ultimo resterà -nella quasi totalità dei casi (a meno di avere lauti introiti)- con il mimino vitale calcolato secondo la LEF (Legge Esecuzione e Fallimenti), quindi ben poco!

      Nel caso di un padre divorziato con 4 figli di 2, 4, 15 e 17 anni (caso simile al “tuo”, 4 anni fa, se avessi divorziato dalla tua seconda compagna) il fabbisogno dei figli ammonterebbe a ben 6’300.- (1’485.-/figlio fino a 6 anni, 1’665.- dai 13 ai 18 anni – Fonte: Tabelle di Zurigo, 2014). A questo importo dobbiamo aggiungere l’assegno di mantenimento delle ex mogli (anche ammettendo che alla prima non devi nulla perché nel frattempo ha ripreso a lavorare, siccome la seconda ha figli piccoli è “autorizzata” per legge a stare a casa) che sarà composto dal minimo vitale di lei, spese di affitto e cassa malati (difficilmente risulterà inferiore ai 3’000.-). Come ben si può capire, a meno di non avere uno stipendio da direttore di banca o assicurazione, molto difficilmente si riuscirà ad avere oltre il minimo vitale, che -ricordo- è calcolato in 1’200.- + cassa malati + affitto. Ammettendo di avere un minimo vitale di 3’000.-, bisognerebbe avere uno stipendio di oltre 12’000.- mensili per iniziare a pensare di avere qualcosina in più del minimo vitale…
      In Ticino uno stipendio molto più normale per un quadro potrebbe essere 6’500.-/mese. Calcolando che 3’330.- partirebbero già per le prime figlie, vedi che resterebbe ben poco per te. A questo punto ti lascerebbero con il minimo vitale e tutto il resto andrebbe per il mantenimento dei figli… insomma, i tuoi figli starebbero meglio di te!

      Nel caso ora che resti con la tua seconda compagna verrebbe calcolato il minimo vitale della tua seconda famiglia (secondo le tabelle LEF, quindi 1’700.- per te e la tua compagna + 800.- per i 2 figli + cassa malati e affitto), quindi ca. 4’500.-. Siccome i 2’000.- restanti non basterebbero a coprire il fabbisogno delle prime figlie (che ricordo è di 3’300.- perché calcolato con le “Tabelle di Zurigo”) restereste sempre con il minimo vitale anche se dovessi ricevere un aumento di 1’000.-/mese perché questo andrebbe interamente a favore delle prime figlie…
      Siccome però è molto difficile che ti aumentino di 1’000.-/mese, tua moglie -per cercare di aiutarti a migliorare la vostra situazione- decide di lavorare il sabato aumentando le vostre entrate di 1’000.- mese. In realtà questi soldi andrebbero, come nel caso di un tuo aumento, alle prime figlie perché la vostra famiglia resterebbe comunque con il minimo vitale… e questa viene chiamata GIUSTIZIA! Io la chiamerei piuttosto INGIUSTIZIA LEGALIZZATA!

      Buona fortuna!

      P.S: questi sono solo esempi, ma rispecchiano il modo attuale di procedere delle nostre autorità che si appoggiano alle leggi e alla giurisprudenza attualmente in vigore.

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